La nostra storia Nasce nel solco di una tradizione olivicola che affonda le proprie radici nella cultura territoriale e produttiva del Vùlture.

Situata nelle valli prospicenti la via Appia, nei possedimenti del Comune di Rapolla al confine con l’agro di Melfi, è inserita all’interno della porzione di territorio dell’unica Denominazione di Origine Protetta certificata della Regione Basilicata, la DOP Vùlture. L’azienda viene fondata nel 2017 da due imprenditori, marito e moglie, che affiancano alla loro attività principale la passione per la terra e per l’agricoltura. 

La conduzione agronomica dei terreni così come l’attività di trasformazione sono affidate ad Antonio Basso, agronomo di pluriennale esperienza nelle colture dell’area del Vùlture, che ha avviato il processo di conversione dell’intera proprietà ad una produzione esclusivamente biologica di olio extravergine di oliva, rispettosa della dedizione secolare degli olivicoltori e frantoiani del Vùlture e impostata nell’applicazione di tecniche e strategie innovative di olivicoltura biologica.

agronomo

“Quest’azienda nasce da una visione e da un sogno: praticare un’agricoltura organica integrando le più moderne tecnologie per l’olivicultura di precisione e celebrare una tradizione millenaria che vive nel presente”.

Antonio Basso

Agronomo di Valle Petruzzi

Tra Melfi e Rapolla, nel cuore del Vùlture  Il territorio prossimo alla via Appia, la regina viarum, nelle valli ad est del Monte Vùlture, è sempre stato caratterizzato dalla presenza diffusa di masserie rurali, sin da epoca romana.

Dall’anno Mille, con la fortificazione muraria di Melfi ad opera dei Bizantini, gli insediamenti sparsi nell’area del Vùlture, assumono caratteristiche di centri abitati, come Rapolla (prima Strapellum) e Venosa. Con l’arrivo dei Normanni nel secolo XI e più tardi con gli Svevi di Federico II, la città di Melfi e i centri urbani tra l’area del Vùlture e il bacino dell’Ofanto accrescono la loro posizione dominante e ampliano la dimensione urbanistica, sociale e culturale. Nei secoli successivi al XIII, il territorio di Melfi si attesta su confini che in sostanza sono resistiti fino ai nostri giorni, seguendo le sorti dell’Italia Meridionale sotto le dinastie reali francesi e poi spagnole. Il XIX e il XX secolo rappresentano una rilevante crescita culturale per l’area del Vùlture, con scuole, biblioteche e tipografie che apportarono uno sviluppo socio-economico e un fervore di iniziative operose ed intellettuali: l’Istituto Professionale per Contadinelli del 1866 e la Biblioteca Popolare Circolante di fine ‘800, rappresentano due esempi emblematici di come agricoltura e attività di studio hanno da sempre caratterizzato i luoghi e le genti di questo territorio.

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